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17th March
2010
written by Rodolfo

Ormai mancano più o meno 15 partite alla fine della Regular Season e mentre ad Est primo e secondo posto sembrano orami certi (Cleveland #1 e Orlando #2), ad Ovest si deve ancora decidere chi sarà la vera sfidante dei Lakers in una eventuale Finale di Conference. La bagarre è tra i rinnovati Dallas Mavericks e i lanciatissimi Denver Nuggets ma tra le due litiganti potrebbe inserirsi Utah con un grande finale di stagione, ma la situazione è così incerta che anche le mine vaganti di Oklahoma City sono solo a 3,5 partite dal secondo posto. La situazione attuale recita Denver #2(46-22) Dallas #3(45-22) e Utah #4(43-24). Dando per scontato (ma dai “Losangelini” ci si può aspettare di tutto) il primo posto dei Lakers andiamo ad analizzare le tre squadre in lotta per la seconda piazza, che significherebbe evitare (more…)

22nd February
2010
written by Rodolfo

Il Muro di cui parliamo non è certo quello dei Pink Floyd del 79′ ma è il muro della NBA, quel muro contro cui i rookie sembrano andare a sbattere dopo la pausa dell’All Star Game. Infatti nelle settimane seguenti al week-and delle stelle i giocatori al primo anno vedono le loro statistiche calare, talvolta anche drasticamente, rispetto alla prima metà di stagione. Il motivo di tale calo è dovuto alla non abitudine di un rookie a giocare ben 82 partite in appena 6 mesi dato che da ottobre a febbraio hanno già giocato un numero di gare ben superiore a quelle disputate nei rispettivi college. Ma questo calo alle volte non colpisce tutti e mai come quest’anno gli effetti del muro sembrano essere lievi, forse dovuto ad una classe di rookie che ricorderemo bene. I Rookie 2009 stanno facendo parlare molto di se, molti di loro sono diventati già uomini franchigia e un tale impatto nella lega non lo si ricordava dalla classe 2003 dove vennero scelti i vari LeBron, Anthony, Bosh, Wade. Certo è che non sono ancora paragonabili a tali stelle ma le premesse sono delle migliori vediamo i perché: (more…)

19th February
2010
written by Rodolfo

Tracy McGrady torna, e questa volta non sono rumors ma notizie ufficiali dopo esser stato per alcune ore vicino ai Sacramento Kings alla fine approda alla corte di Mike D’Antony nella grande mela ma ricostruiamo bene la trade che ha coinvolto tre team, Rockets, Kings e all’ultimo momento si sono inseriti i Knicks:

Tracy McGrady da Houston e Sergio Rodriguez da Sacramento passano ai  New York Knicks.

Kevin Martin da Sacramento Jordan Hill e Jarred Jeffries da New York passano ai Houston Rockets più la 1° scelta dei Knicks del 2012.

Carl Landry e Joey Dorsey da Houston e Larry Hughes da New York passano ai Sacramento Kings

Con questa trade i Kings liberano spazio salariale con tre contratti in scadenza e spazio in squadra per il futuro Rookie of the Year Evans,invece i Rockets hanno ottenuto un giocatore come Martin che ha dimostrato, quando è in forma, di avere molti punti nelle mani, i Knicks si liberano di altri 9ML di contratti con un Salary Cap di appena 19 ML per l’anno prossimo e quindi la possibilità di firmare 2 big con i contratti massimali 2o-23ML e in più la possibilità di verificare da vicino le condizioni di McGrady che se dovesse convincere potrebbe essere rifirmato a cifre molto più basse in più si appropriano di un play puro come Rodriguez.

I Knicks sono protagonisti anche di un’altra trade questa volta con i Celtics. A Boston arriva il campione della gara delle schiacciate Nate Robinson e Marcus Landry rotta inversa per Eddie House, JR Giddens and Bill Walker che arrivano a New York.

Sempre i Knicks hanno ceduto, in uno scambio molto marginale e ininfluente, Darko Milicic (esperimento di recupero fallito) ai Minnesota T-Wolvs in cambio di Brian Cardinal

Altri sono stati i movimenti della giornata. I Bulls si liberano di John Salmons in cambio di Hakim Warrick e Joe Alexander dai Milwaukee Bucks, e sempre i Bulls scambiano Tyrus Thomas con i Charlotte Bobcats da dove arrivano Acie Law, Flip Murray e una futura prima scelta. Questi movimenti in casa Chicago sono più volti a liberare spazio salariale per l’estate visto che in cambio di due buoni giocatori hanno avuto in cambio quasi nulla, Warrick a parte.

Altro movimento ha visto partire Ronnie Brewer dai Jazz in direzione Memphis in cambio di una futura prima scelta.

18th February
2010
written by Rodolfo

…sembra questo il pensiero che LeBron dopo l’ultimo colpo portato a segno dal GM Danny Ferry in casa Cleveland Cavs.

La trade ha coinvolto tre squadre: Washington che sta radendo al suolo la squadra per fare spazio salariale; Clippers che sono sulla stessa barca dei capitolini e si sono già liberati di Camby mandandolo a Portland in cambio di due contratti in scadenza come quelli di Blake e Outlow (due ottimi giocatori free agent in estate); Cleveland che, se possibile, si è rinforzata ancora di più.

Lo scambio ha mandato a Washington il contrattone in scadenza di Zydrunas Ilgauskas 11ML  (ma molto probabilmente verra saldato con un buy-out per poi tornare a Cleveland tra 30 giorni) una prima scelta dei Cavs e la promettente ala piccola dei Clippers Al Thorton. A L.A. arriva Drew Gooden (che era appena arrivato ai Wizards da Dallas nell’affare Butler) che molto probabilmente verrà liquidato anch’egli con un buy-out. A Cleveland arrivano invece da Washington Antawn Jamison, e quindi la tanto attesa ala forte che cercavano,  e dai Clippers il 24enne play Sebastian Telfair, cugino di Stephon Marbury, che completa il reparto guardie.

In conclusione i Cavs si rinforzano di molto in cambio solo di una 1° scelta (molto probabilmente sarà la 29 0 30 quindi niente di importante) dato che tra 30 giorni Big Z potrebbe ritornare a casa (è ai Cavs da 13 anni) per poter aiutare LeBron ad infilarsi al dito quel tanto atteso anello dei campioni, solo a giugno ne sapremo di più.

14th February
2010
written by Rodolfo

I numerosi rumors susseguitesi nei giorni scorsi sui Mavs si tramutano in realtà. La squadra di Cuban è la prima a muoversi sul mercato e a 4 giorni dalla dead line forse non sarà l’ultima. La trade coinvolge ben 7 giocatori sull’asse Mavericks Wizards in Texas arrivano Caron Butler, Brendan Haywood e DeShawn Stevenson in cambio di Josh Howard, Drew Gooden, Quinton Ross e James Singleton che vanno nella capitale. I Mavs provano a colmare il gap dalle altre contender inserendo in un già buon roster giocatori in forma e subito pronti per scendere in campo: Butler è un ottimo realizzatore decisamente più continuo di Howard, Haywood è un centro che ha ancora una buona mobilità sotto le plance più rapido di Gooden e pronto a prendere il posto di centro titolare con Erick Dampir a fargli da cambio. In più i Mavs non ingolfano troppo il cap dato che Haywood è in scadenza e gli altri due hanno solo un anno di contratto.

Nella capitale invece la parola d’ordine è rifondare (ancora); infatti la trade porta alla squadra capitolina tre contratti in scadenza per un valore di 20ML e il solo Ross che ha un opzione per il prossimo anno a 1,2ML. Se poi i Wizards dovessero davvero rescindere, come vociferano alcune gole profonde, il contrattone di Gilbert Arenas si troverebbero con appena 18 ML di salary cap e con una mobilità enorme sul mercato dei free agent, l’unica incognita è il poco fascino che può avere la squadra di Washington per i Free Agent.

In conclusione sebra una trade che accontenta entrambi i team e ora Dallas fà un bel balzo in avanti per la lotta al titolo tutto dipenderà dal rapido inserimento dei nuovi arrivati.

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9th February
2010
written by Rodolfo

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YouTube Direkthttp://www.youtube.com/watch?v=ceLlz7dOOvY

Questo video è un classico esempio di quando si dice che un giocatore è “in the zone” o come dice coach Phil Jackson nella “Zona Magiaca” . Soprattutto è un video quasi commovente per i milioni di tifosi che Tracy McGrady ha, come dimostrato recentemente nelle votazioni dell’All Star Game . T-Mac non è mai stato un giocatore qualsiasi, rientra in quella ristretta cerchi di giocatori che hanno fatto direttamente il salto dalla High School alla NBA scelto alla N° 7 del draft del 1997 dai Toronto Raptors dove anche i Bulls provarono a prenderlo scambiando Pippen per la scelta N.4 per poi chiamare T-Mac ma Michael Jordan bloccò tutto minacciando di ritirarsi. Ai Raptors T-Mac giocò con suo cugino Vince Carter ma nonostante le sue statistiche erano in crescita e la prova contro Washington da 62 punti, fu ceduto ai Magic dove indossò la maglia numero 1 del suo idolo Penny Hardaway. Ad Orlando vinse il premio di giocatore più migliorato e per ben due volte il titolo di miglior realizzatore della lega con 32.8 punti di media e 28 punti di media. Ma questi traguardi individuali non portarono a risultati di squadra ciò dovuto anche all’infortunio dell’altra stella degli Orlando Magic Grant Hill e i rapporti tra T-Mac e il GM di allora non erano dei migliori tant’è che McGrady fu ceduto a Houston in un maxi scambio che coinvolse ben 7 giocatori. Qui T-Mac continuò a giocare su standard elevati insieme al centro cinese Yao Ming. Pur essendo considerato da molti anni uno dei migliori giocatori della NBA, T-Mac è spesso accusato dai critici di non essere un vincente, per il fatto che nessuna delle sue squadre ha mai superato il primo turno nei play-off (a volte anche a causa di compagni non sempre all’altezza). Le critiche non hanno potuto che aumentare dopo quanto verificatosi nei play-off 2009, dove gli Houston Rockets (privi dell’infortunato McGrady) sono riusciti invece ad approdare al 2° turno.

Oggi T-Mac dopo il recupero dall’ennesimo infortuno è stato messo fuori squadra e con il contratto più costoso dell’NBA in scadenza ci sono molte incognite sul suo futuro. Ci auguriamo solo che possa tornare al più presto per regalarci ancora immagini come quelle viste il 9 dicembre del 2004 contro i San Antonio Spurs dove  a 35 secondi dalla fine sotto di 8 punti ne fa 13 per vincere la partita 81-80 godetevi le immagini questa è l’NBA “Where Amazing Happens”  questo è Tracy McGrady

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9th February
2010
written by Rodolfo

Quando tra cinque anni i famosi giocatori del draft 2003, LeBron James, Dwyane Wade, Carmelo Anthony, Chris Bosh, il centro dominante dei prossimi 10 anni Dwight Howard e i due play del futuro Chris Paul e Deron Williams saranno all’apice delle loro carriere e avranno soppiantato i futuri Hall of Fame di oggi come Kevin Garnett, Allen Iverson, Kobe Bryant, Steve Nash ed altri molti talenti saranno stati sfornati dai college per diventare future stelle NBA.

Tra i college o meglio tra gli allenatori di college che meglio stanno interpretando questo ruolo di scopritori e coltivatori di talenti spicca Coach Jhon Calipari. Coach “Calippo”, nella sua carriera prima è stato assistente allenatore della miglior università sforna coach del paese Kensas, poi dopo altri tre anni come assistente a Pittsburgh è diventato “Head Coach” alla Massachusetts University dove per gradi e in 8 anni ha innalzato il livello della squadra portandola fino alle Final Four. Dopo una non fortunata parentesi in NBA con i New Jersey Nets (raggiunge anche i playoff nel 98′ ma al primo turno si scontra con i Bulls allora pentacampioni e lanciatissimi verso il 6° titolo, risultato 3-0) e un anno alla corte del maestro Larry Brown come assistente per i 76ers, decide di tornare al college stavolta a Memphis dove porta con se la dribble drive motion offence. Tale attacco, simile alla princeton offence dove il centro deve essere un ottimo passatore dal post per servire gli esterni fuori aria sempre in movimento e le guardie devono smuovere le difese avversarie appunto dribblando e penetrando (dribble & Drive) appena possibile, farà si che Coach Calipari portera i Tiger alla finale NCAA del 2008, purtroppo perdendola. Oggi, dopo otto anni a Memphis, dove ha ricevuto il premio Naismith come miglio coach, è stato chiamato (more…)

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7th February
2010
written by Rodolfo

Sono state confermate le voci che circolavano in questi giorni sulla partecipazione del Gallo nazionale al 3-point contest.

Danilo Gallinari, migliore realizzatore della NBA per tiri da 3 realizzati, sfiderà campioni del calibro di Paul Pierce, Mr Big Shot Chauncey Billups, Stephen Curry dei Warriors, Channing Frye dei Suns, dopo molti anni un centro torna al 3-point contest, e il detentore del titolo Daequan Cook.

Per il giovane Gallinari, già presente all’All-star Game per la partita con i Sophomore, è una buona occasione per dimostrare il suo valore di specialista, cosa molto importante anche in ottica dei futuri rinnovi contrattuali. Il tutto si terra la giornata di sabato 13 febbraio all’American Airlines Arena di Dallas sede dell’ All Star Game.

3rd February
2010
written by Rodolfo

Ormai quando si parla degli Hawks, non si può parlare di squadra di una squadra rivelazione. Da quando sulla panchina dei “Falchi” di Atlanta siede Coach Mike Woodson, uno degli allenatori più sottovalutati della lega a cui la stampa ancora non riconosce i propri meriti, la squadra è migliorata di anno in anno. Certo le prime stagioni non furono facili:

Team  ↓ Year  ↓ G  ↓ W  ↓ L  ↓ W–L%  ↓ Finish
ATL 2004–05 82 13 69 .159 5th in Southeast
ATL 2005–06 82 26 56 .317 5th in Southeast
ATL 2006–07 82 30 52 .366 5th in Southeast

(in più in quegli anni ai vari draft verranno fatte scelte alquanto discutibili, con il senno di poi, solo per dirne due oggi ad Atlanta avrebbero potuto giocare insieme Chris Poul e Brandon Roy)

Ma comunque la squadra era in crescita e i primi risultati si ebbero nel 2007-08 quando anche con un record negativo 37-45 raggiunsero i playoff, dopo 9 anni dall’ultima apparizione, dove diedero del filo da torcere ai Boston Celtics futuri campioni NBA costringendoli a gara 7. La crescita graduale è continuata anche l’anno scorso dove hanno migliorato il loro record 47-35 che gli permise di avere il fattore campo, grazie ad un 4° posto ad Est, nei playoff dove hanno eliminato i Miami Heat prima di schiantarsi contro i Cavs di LeBron James. Quest’anno gli Hawks stanno proseguendo nella loro crescita, nella loro off-season sono stati fatti innesti mirati, per migliorare un gruppo già solido e competitivo, inserendo in squadra un veterano come Joe Smith e un giocatore esperto come Jamal Crawford su cui aleggiavano alcune perplessità e dubbi visto che il ruolo che avrebbe dovuto ricoprire in squadra, quello di 6° uomo, in passato gli aveva creato qualche problema (chiedere a New York), dubbi spazzati subito via visto che ad oggi Crawford è felicemente il miglior 6° uomo della Lega. Oggi la squadra di Coach Woodson è quarta ad est 30-16 ma ha le stesse sconfitte di Magic 32-16 e Boston 30-16, quest’ultima confermatasi vittima preferita degli Hawks (more…)

1st February
2010
written by Rodolfo

E’ vero che col senno di poi è sempre più facile parlare, ma resistere alla tentazione di licenziare Coach Vinnie Del Negro, è risultata la scelta giusta ma andiamo per gradi. Dopo un periodo fortemente negativo attraversato nel mese di Novembre e che è culminato poi a Dicembre in 2 clamorose sconfitte, in casa contro i New Jersey Nets (alla loro prima vittoria in trasferta) e sempre in casa contro gli Atlanta Hawks (una batosta unica dove Atlanta va avanti anche di 50 pt)  che sembravan non dare altre possibilità alla dirigenza se non quella di trovare un sostituto per guidare la squadra ormai allo sbando. Cessate poi le voci su Del Negro sono stati i giocatori a finire sul banco degli imputati e  si è cominciato allora ad insistere sui rumors che circolavano tra l’ambiente, dove si parlava di grosse mosse, trade a più squadre pur di liberarsi di alcuni giocatori. Anche in questo caso le voci sono rimaste tali e quando tutto il polverone che si era alzato in quei mesi è cominciato a diradarsi la squadra ha ripreso a giocare come ci aveva fatto vedere ne finale di stagione della scorsa stagione ma soprattutto Derrik Rose è tornato quello delle sette gare contro Boston al primo turno dei playoff passati. Inutile negare che i nuovi Bulls sono ormai sulle spalle del Sophemore da Memphis, Rose, fresco di convocazione per l’All Star Game (questa volta dalla porta principale e non come Rookie), è divenuto una colonna su cui la società vuole ricostruire per portare la squadra a fasti del passato.

I Bulls da dopo il periodo Natalizio ad oggi hanno infilato la bellezza di 13 vittorie in 18 partite, di cui le ultime 5 tutte in trasferta ad Ovest contro squadre dal recor positivo come Houston, San Antonio, New Orleans, e hanno risalito la classifica arrivando al 7° posto ad Est con sole 2 partite di ritardo dalla quinta piazza (occupata dai lanciatissimi Raptors). Il calendario è agevole nel mese di Febbraio con 10 partite su 14 contro squadre dal recor negativo e se Rose continuerà su questi livelli nei Playoff i Bull potrebbero regalarci un’altra indimenticabile serie contro la contender di turno

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