Week 1:Up & Down

Si è conclusa la prima settimana di NBA. Partiti nella giornata di Natale non ci si è più fermati, il calendario è estenuante, lo si sapeva, e seguire tutte le partite sarebbe un compito troppo faticoso al limite del possibile (cerco di conservare ancora una parvenza di vita sociale). Per tale motivo quest’anno proverò ad aggiornare settimanalmente una (…originalissima…) rubrica “Up & Down”, dove esaminerò i personaggio o le squadre più calde o più deludenti della settimana.

UP

Miami Heat – L’unica squadra imbattuta della Eastern Conference con 5 vittorie già portate a casa. Miami è partita subito forte: prima si son disfatti facilmente dei Dallas Mavericks, in quella che doveva essere la rivincita delle Finals e invece è sembrata una partita di preseason, e poi hanno superato i Boston Celtics, quest’ultimi orfani di Paul Pierce. Sono solo 5 gare ma James è sembrato in grande spolvero, come lo è stato in tutti gli altri anni del resto, ma oltre alle impressionanti statistiche (a cui ci siamo clamorosamente abituati) ciò che ha sorpreso di più è stato vederlo giocare spesso sotto canestro (dopo un estate passata ad allenarsi con il numero uno del post-basso Hakeem Olajuwon) dove ha mostrato grandi cose, vedremo se questa tendenza continuerà per tutta la stagione. Oltre ai soliti noti, in quel di Miami, ruba un po’ la scena il rookie Norris Cole; il ragazzo ha personalità da vendere ed esce dalla panchina sempre carico, non essendo un playmaker classico è forse proprio quell’addizione che serviva ai Miami Heat.

Oklahoma City Thunder – Kevin Durant è ormai da due anni il top scorer della NBA e da come ha iniziato anche questa stagione sembra non voler perdere tale primato. Proprio  grazie a lui la squadra dell’Oklahoma è ancora a zero nella caselle sconfitte, unica squadra della Western Conference. Un suo tiro all’ultimo secondo ha evitato la sconfitta contro i Dalla Mavericks, e i suoi trenta punti ad allacciata di scarpa hanno contribuito a far salire a cinque il conto delle vittorie. L’unica sbavatura, a voler essere pignoli, di questi Thunder l’ha mostrata Russell Westbrook. Il giovane playmaker ha talento da vendere, ma non sempre prende le scelte giuste per se e i suoi compagni (come dimostra lo 0 su 13 al tiro nella sfida di Memphis), una dote fondamentale in quel ruolo se si vuole puntare al titolo finale. La stagione dei Thunder passa dalla maturazione di questo giocatore.

Rajon Rondo – Stupire tutti è la sua missione: stupì tutti al suo primo anno da titolare, gestendo egregiamente la pressione e concludendo la stagione con il ritorno del titolo a Boston; stupì tutti nei successivi playoff dove a suon di triple-doppie straccio i record di mostri sacri della NBA; stupì ancora la sua terza annata, con i big three un po’ in calo, elevò il suo livello di gioco ed acquisì lo status di quarta stella di Boston; lo scorso hanno i Big Four non hanno certamente vissuto la loro migliore stagione, ma tutti ricordano ancora la partita di playoff in cui Rondo dopo essersi quasi rotto un braccio, “stupì”tutti ritornando in campo, stoico; quest’anno l’avvio dei Celtics, in contumacia Pierce, non è stato ottimo (subito 3 sconfitte) ma le prestazioni di Rondo sono state magistrali e anche quest’anno sta stupendo tutti per come sembra esser riuscito a migliorare al tiro, ha addirittura infilato un paio di triple. Si è passati dai big three a big Rondo!

MENZIONE D’ONORERicky Rubio: non sono ancora del tutto impazzito e il ragazzo è lontano dall’essere un giocatore che sposti nella NBA, ma ciò che colpisce di lui è il clamore che riesce a suscitare intorno a se, anche in un piccolo mercato come Minnesota. Deve ancora dimostrare molto ma come impatto in queste prime 4 gare è stato strepitoso, l’assist che passa sotto le gambe di Dirk Nowizki è già un testamento per i posteri.

DOWN

Dallas Mavericks – Già presenti nella parte nobile di questa mia rubrica ma non per i motivi sperati, sono di certo la squadra che ha deluso di più in questo avvio di stagione. Ultimi nella Western Conference, avendo perso 4 delle 5 gare giocate, i Mavs hanno dimostrato di non aver digerito bene le partenze di due pedine fondamentali come J.J. Barea e Tyson Chandler. Ma il problema principale di questo gruppo è proprio il titolo vinto lo scorso anno: in qualsiasi altra squadra l’anello avrebbe dato quella spinta in più per cercar di ripetersi; in una squadra come quella di Dallas invece la vittoria dello scorso anno ha tolto quell’energie mentali e quella fame che spingeva un gruppo di giocatori fortissimi, ma nettamente in la con gli anni. Certamente i Mavericks si riprenderanno ma devono farlo in fretta la stagione è breve e le partite si rincorrono in fretta.

New Jersey Nets – In estate sembravano dover solo scegliere quale grande stella affiancare a Deron Williams, che intanto prometteva di restare con i Nets per molti anni ancora, ma fino ad oggi si sono dimostrati il più grande bluff della stagione. La situazione, rispetto allo scorso anno, sembra esser peggiorata addirittura, un po’ a causa della sfortuna (vedi l’infortunio di Brook Lopez) e un po’ perché i Nets se la sono cercata con scelte di mercato alquanto discutibili. Ora che i Clippers sembran esser diventati una squadra vera (ho detto sembra) e Minnesota ha Rubio e il suo piccolo show-time, i Nets rischiano di vincere lo scettro di squadra giullare dell’anno. Seriamente parlando, dovranno fare molto se vogliono veramente provare a trattenere D. Williams e non servono solo i giocatori ma anche un ambiente più convinto, forse cambiando aria l’anno prossimo, in quel di Brooklyn, i Nets troveranno una loro collocazione in questa lega.

Sacramento Kings e De Marcus Cousins – Sotto l’aspetto tecnico non vi è niente da dire sui Kings. Nessuno si aspettava grandi cose da loro, sono una buona squadra, con buoni giocatori e in queste prima settimana hanno mostrato alcune cose interessanti. Il loro inserimento in questa parte della rubrica è collegata alla fresca notizia della richiesta di cessione avanzata da Cousins. Che il giocatore non fosse un tipo calmo, lo si era già capito lo scorso anno, dove aveva avuto qualche diverbio con alcuni compagni di squadra, ma non si pensasse fosse anche così stupido da chiedere di esser ceduto a pochi minuti dall’inizio di una partita. A peggiorare le cose han contribuito l’agente del giocatore e il coach dei Kings; proprio Westphal e il suo stile di gioco sembrano essere la causa di tale diverbio e mentre quest’ultimo annunciava a tutti le richieste fatte da Cusins, l’agente del giocatore smentiva il tutto e la dirigenza della società sembrava cader dalle nuvole. Insomma, non una grande figura, da parte di tutti.

Il Venerdì Folle della NBA

Se l’8 luglio 2010 rimarrà nella storia della NBA come il giorno del “The Decision Show“, il 9 dicembre 2011 potrebbe esser ricordato come il “venerdì folle” della NBA. Nella notte italiana tra giovedì e venerdì, a poche ore di distanza dalla tanto agognata firma del nuovo contratto tra proprietari e giocatori (CBA), e dall’apertura ufficiale della (corta) free agency NBA 2011/2012, impazzavano su twitter, ormai divenuto la fonte ufficiale numero uno di tutte le notizie sportive, continue voci su un possibile scambio che coinvolgeva Chris Paul (free agent nel 2012) e i Los Angeles Lakers. Inizialmente, come sempre, le voci o meglio i “tweets” erano fumosi, poco chiari, contraddittori; nuove voci di trade si accavallavano tra loro, Tyson Chandler ai Knicks e amnesty clause applicata per tagliare Chauncey Billups, Caron Butler ai Clippers, e altri mille movimenti. Ma queste erano solo voci che contornavano la notizia principale, Chirs Paul stava per essere ceduto ai Lakers.

Un putiferio si scatena su tutti i più “autorevoli” siti sportivi americani, tutti alla ricerca di una verità concreta. Ormai, in Italia, è notte inoltrata e finalmente sembra prender luce una trade certa che coinvolgeva non solo i Lakers e i New Orleans Hornerts (squadra commissariata dalla NBA, tenetela lì questa…) ma anche i Houston Rockets; la trade è la seguente i Lakers cedono Lamar Odom e Pau Gasol, più una seconda scelta, ma solo il primo va in Luisiana, mentre il catalano viene girato agli Houston Rockets in cambio di Goran Dragic, Kevin Martin e Luis Scola. Insomma una maxi trade che rischia di spostare di molto gli equilibri della NBA, specialmente per la squadra di L.A., date le altre voci che la vedevano coinvolta in una nuova trade per portare anche l’altra grande stella, Dwight Howard (anche lui  prossimo free agent 2012), in California. Ma ormai è tardi in Italia, se ne riparlerà all’indomani mattina…

Dopo una notte del genere, sei pronto ad aspettarti ulteriori notizie sconvolgenti in chiave mercato, ma mai avrei pensato di leggere la notizia che avevo d’avanti agli occhi “Devid Stern, kill the trade”. Dopo un attimo di smarrimento comincio a comprendere ciò che era accaduto nella restante parte di quella stessa notte italiana. Dello scambio non se ne faceva più niente. I motivi, beh…come tutta la vicenda sono poco chiari; sembra che essendo gli Hornets di proprietà della NBA e quindi potenzialmente nelle mani degli altri 29 proprietari delle franchige NBA, questi devono prestare il loro consenso allo scambio o quantomeno possono dire la loro sullo scambio, cosa che sembra aver condizionato Devid Stern, il quale, è sia Commissioner NBA, sia proprietario degli Hornets, sentitosi messo sotto pressione e agendo in veste di proprietario ha deciso di rinunciare alla trade che sembrava già conclusa.

Non mi va di entrare nei meriti della questione o di comprendere su di chi debba ricadere la responsabilità dell’accaduto, lascio a voi farvi la vostra idea su ciò che sta combinando la NBA, una lega già indebolita da lunghi mesi di Lock Out e che ora si ritrova a gestire un altra grossa grana. Voglio solo dirvi che la cosa che trovo più strana di tutta la vicenda è che la NBA, impersonata da David Stern, sia proprietaria di una franchigia, qui l’italianissima questione del conflitto di interesse è palese.

Ormai la giornata era iniziata male e ,visto l’ennesima delusione e perdita d’immagine che la NBA ci ha “gentilmente” regalato, sembrava non poter riservare nuove brutte notizie, anzi poteva solo migliorare, dopo la mala gestione del affare Paul. Invece come un fulmine a ciel sereno tra gli innumerevoli “tweet” che parlavano ancora dell’accaduto, ne spunta uno che non avresti mai voluto leggere “Brandon Roy to annunce his retirement”, la guardia di Portland si ritira per il suo grave problema alle ginocchia. Inizialmente nessuno voleva crederci, ma quando la notizia è stata confermata da più parti un colpo al cuore mi ha assalito. Brandon Roy non meritava questo destino, un giocatore speciale, come molte volte si è detto “d’altri tempi”, per il suo stile di gioco e i suoi movimenti, ma allo stesso tempo tutti noi lo sentivamo molto vicino, date le sue modeste qualità fisiche, non era un gigante, non era un super atleta, era semplicemente uno che con la palla tra le mani riusciva a fare cose fantastiche senza possedere quel fisico (e quella salute) di cui forse necessita una giocatore NBA.

Dopo questa ennesima notizia, che ha scosso ulteriormente l’universo NBA, credo che la giornata di oggi verrà ricordata come uno dei “Venerdì” più folli che il basket e la NBA possa ricordare. Vi lascio con le ultime perle che ci ha regalato Brandon Roy nella speranza che questo non si un addio ma solo un arrivederci.

Pre-Season NBA dal 16 Dicembre: ecco il calendario.

È stato reso noto il calendario della preseason che partirà il 16 dicembre, a nove giorni dall’inizio ufficiale della regular season previsto per l’ormai nota data del 25 dicembre.

Ecco le partite che si disputeranno, in un doppio confronto, tra squadre geograficamente, a loro dire, vicine:

Preseason NBA 2011/2012

NEW JERSEY NETS vs NEW YORK KNICKS
17 Dicembre @ New Jersey – 2:00 PM (20 ora italiana)
21 Dicembre @ New York – 7:30 PM (1:30 ora italiana)

WASHINGTON WIZARDS vs PHILADELPHIA 76ERS
16 Dicembre @ Washington – 7:00 PM (1 ora italiana)
20 Dicembre @ Philadelphia – 7:00 PM (1 ora italiana)

MIAMI HEAT vs ORLANDO MAGIC
18 Dicembre @ Miami – 6:00 PM (mezzanotte ora italiana)
21 Dicembre @ Orlando – 7:00 PM (1 ora italiana)

CHARLOTTE BOBCATS vs ATLANTA HWAWKS
19 Dicembre @ Charlotte – 7:00 (1 ora italiana)
22 Dicembre @ Atlanta – 7:30 PM (1:30 ora italiana)

DETROIT PISTONS vs CLEVELAND CAVALIERS
16 Dicembre @ Detroit – 7:30 (1:30 ora italiana) Continue reading

Il più bel regalo

Dopo mesi di assenza, dove nessuno, credo, abbia sentito la mia mancanza, torno a pigiare i tasti della mia tastiera per scrivervi. Il LockOut oltre a bloccare la NBA ha avuto un effetto anestetico per il sottoscritto. Non ho mai voluto parlare dei tecnicismi riguardanti lo sciopero, anche perché ci son stati molti altri colleghi, più competenti, che vi hanno illuminato e chiarito la situazione, uno su tutti Fazz, autore di veri e propri compendi sul LockOut e la sua fine, per i quali noi tutti ringraziamo. Questa situazione è oggi giunta ad una conclusione che poteva raggiungersi molto prima, l’accordo tra giocatori e proprietari sembra ormai cosa fatta e se tutto va per il verso giusto per Natale riceveremo il regalo tanto atteso l’inizio della stagione 2011/2012.

In questi lunghi ed estenuanti mesi, ho speso il mio tempo seguendo e scoprendo altri sport e ne sono contento. Ho gioito per una stupenda gara 6 delle World Series di Baseball con un David Freese “agghiacciante”, nel senso buono del termine, ho imparato (incuriosito dalla lettura di uno splendido libro “Texas & Football” scritto dal più esperto italiano in materia Roberto Gotta) come si guarda una partita di Football, prima seguendo il College poi la NFL, dove a mio modesto parere vi sono atleti straordinari non solo nel fisico ma anche nella mente!! Ma ogni volta che sussultavo per una grande giocata, sia che si trattasse di un fuoricampo che di un touchdown, mi sentivo un po’ in colpa come se stessi tradendo il mio primo amore; in più la gioia che potevo provare in quei momenti non era minimamente paragonabile ha quello che provo per la NBA. Si la NBA, non solo intesa come basketball, ma come lega.

Oggi questo fascino smisurato che aveva ai miei occhi la Lega americana di Basketball un po’ è scemato, e tutto ciò perché ricchi e riccastri non trovavano un accordo su chi dovesse arricchirsi ancor di più (per dirla in un modo semplice e banale, non me ne vogliate). Ma non posso staccarmene, e la notizia che finalmente a Natale si rigioca, ben 5 gare, è il regalo più bello che un maniaco della palla spicchi come me, e come voi, potesse ricevere. Buona NBA a tutti!

Deron Williams: Pioniere in Europa

La storia degli Stati Uniti d’America cominciò quando dei pionieri provenienti dall’Europa (i quaccheri) attraccarono sulle coste della Virginia, da li in poi nulla è stato più come prima. Oggi, a percorso invertito, un nuovo tipo di pioniere potrebbe rivoluzionare l’Europa il suo nome è Deron Williams!

Dopo il sisma Lockout si intravedono i primi effetti, l’All Star dei New Jersey Nets nonché ex play degli Utah Jazz ha preso un accordo con una squadra Europea, quindi d’area FIBA, il Besiktas, squadra già nota per aver portato Allen Iverson in Turchia. L’accordo stipulato dall’agente di Deron Williams, Jeff Schwartz, parla di un contratto da 200.000 $$ dollari al mese e la possibilità per il giocatore di tornare in NBA appena la stagione ricomincerà, sempre se ricomincerà.

Tale accordo può creare un precedente storico nella pallacanestro, mai nessun giocatore aveva osato una mossa del genere, neanche nel 99′ durante lo scorso lockout, e per evidenti ragioni. I rischi a cui si espone un giocatore del calibro di Deron Williams sono molti, uno su tutti il rischio infortuni, che in base agli attuali contratti NBA gli costerebbero la rescissione del contratto e la perdita di fior di milioni da parte del giocatore, quando si dice oltre al danno la beffa!

In molti però nel nuovo continente credono che tutta questa storia sia una macchinazione per mettere pressione sui proprietari NBA e su Davis Stern, per dare un’accelerata alle trattative di rinnovo del contratto collettivo. Intanto tale accordo se davvero ci sarà dovrà comunque essere autorizzato dalla FIBA che per ora ancora non si è pronunciata sulla faccenda. Seguiremo con attenzione tutti i risvolti di questa strana storia, anche se il mio desiderio, più che vedere poche stelle venire in Europa, è quello di vederle tutte e al più presto nella nuova stagione NBA, speriamo bene!!

Gilbert Arenas dice la sua sul lockout

Dopo essere stato indicato come uno degli esempi pratici e viventi di perché oggi la NBA si trovi in una situazione simili Agent Zero ha deciso di condividere, tramite Twitter, il suo punto di vista sul lockout (si ringrazia il sito sportando.net per la traduzione):

“i read a article yesterday that said im the poster boy for what the owners are complaining about..this will be the last time i talk about this..if u dont get it this time…sorry i cant help u understand. imma explain it in everyday terms..if i put a shoe on ebay..and i spent 100 dollars for it…and now people are biding on that shoe..and 2 people push the bid to 200 dollars but the shoe is only worth 100 dollars…dont get mad at the shoes get mad at the bidders. so if im a free agent and 28owners say im worth 50mil but 2 owners really want me and they start tryn to out bid each other and now im worth 85 mil becuz they pushed the value of me up..and now other free agents have a maker to go by so players who are better then me hav to get paid more then me..so one bad contract sets the playing field for future free agents…so instead of attacking the free agent go after the real problem..the bidders…so if sumone wants to give me 85 mil but im only worth 50..the 29 other owners should pull out there rolled up news papers and say “BAD DOG”lol and start hittn..but they dont so they wanna make it seem like were walkin in there and takin there check books and signing our own deals….rich ppl cant control rich ppl so they attack the workers..if they come together and stop over spending on players then we wouldnt need a lockout..if i offered u guys 100 mil right now ..100 percent of u would say hell yea…and i know u would becuz i give out free shoes and 30 thousand ppl try to answer the question each day…so lets stop lying to our selves..at the end of the day..the owners that over pay will keep over paying becuz they can..and the other owner will suffer..its business football has a hard cap..so why do the same teams stay good and the bad team stay bad..simple..the rich owners find a way around everything everybody wants to defer the blame to the ppl that gets the check and not the ppl who write them…i could hav signed 127mil but i tryd to save the team money by signing 111…they spent that extra 16 on what…a better intro to the game…ummm okay. Everyone has played monopoly at sum point.. the guy who usually makes the smarter decision with how he spends his money WINS..the rest trys to figure out where they missed up at…ummmm maybe if u stop buyin every item u land on ..u wont lose ur money befor u get to go…lol speakin of monopoly..i play everyday on “pogo.com…my name is “whodatsensei…and its a free memebership..so i hope yall understand a little better..im not for or against the lockout..i just try to explain from a players view..but i do own things so i know what there arguing about..hopefully cooler head prevail..becuz it only hurts the fans..players and owners will always find away to make there money..so thats my last speech whats going on..for all the monopoly players..i only play in OFFICIAL game rm TAXI…table 20 or 25..i keep it simple for my dumb friends..haha its world monopoly not reg”.

TRADUZIONE: “Ieri ho letto un articolo in cui si diceva che io sono il giocatore simbolo dei motivi della serrata. Ve lo dico ora per l’ultima volta, se non capite, mi dispiace. Cercherò di spiegarmi con parole di tutti i giorni. Se metti un paio di scarpe su ebay che io ho pagato 100 dollari. Ed ora la gente fa l’asta e le compra a 200 anche se costano 100 non prendertela con chi vende le scarpe ma con chi fa l’asta. Se io sono free agent e 28 squadre dicono che valgo 50 milioni ma le restanti due si fanno la guerra alzando il mio prezzo fino ad 85, loro alzano il mio valore. Ed allora gli altri free agents, che hanno il mio esempio, e magari sono più bravi di me, vogliono più soldi. Un contratto firmato a quelle cifre segna un precedente. Invece di attaccare i free agent, andate da chi il problema lo crea, chi ‘scommette’. Se io valgo 50 ma uno mi offre 85 il problema è suo. Gli altri 29 dovrebbero ‘sgridarlo’. Sembra che noi siamo andati da loro ed abbiamo firmato come volevamo i contratti. Purtroppo le persone ricche non riescono a controllare le altre persone ricche ed allora attaccano i lavoratori. Se la smettessero di strapagare i giocatori non avremmo il lockout. Se io ora vi offrissi 100 milioni, voi direste WOW e li accettereste. Lo so perchè ogni volta che regalo delle scarpe 30 mila persone fanno a gara per prendersele. Quindi smettetela di mentirci. I proprietari che strapagano e continuano a farlo nel tempo significa che ce li hanno i soldi. Così facendo gli altri proprietari vanno in sofferenza. Avrei potuto firmare per 127 milioni ma ho accetato un contratto da 111 milioni facendo risparmiare la squadra e loro come li hanno spesi? Un intro migliore per la partita. Tutti hanno giocato a Monopoli almeno una volta. E chi vince? Quello che gioca in maniera più intelligente. Gli altri cercano invece di capire dove hanno sbagliato. Forse se la smettessi di comprare qualsiasi cosa su cui metti piede non perderesti dei soldi. Parlando di Monopoli, ogni giorno gioco a Pogo.com ed il mio nome è ‘whodatsensei’ e giocare è gratuito. Ora spero che abbiate capito meglio. Non sono contro il lockout, voglio solo farvi vedere il punto di vista di un giocatore. Sono anche io un proprietario e so di cosa sto parlando. Speriamo che tutto si risolva perchè tutto ciò colpisce i tifosi. Proprietari e giocatori troveranno sempre un modo di fare i soldi. Questo è quanto avevo da dire”.

 

LOCKOUT: la giostra si è fermata…di nuovo!!

Dopo l’ennesimo incontro non andato a buon fine tra i proprietari delle 30 franchigie NBA rappresentati dal Commissioner David Stern e il sindacato dei giocatori della NBA capeggiato da Derek Fisher ormai la notizia è certa il tanto temuto Lockout è una realtà. Allo scoccare della mezzanotte newyorkese il precedente contratto collettivo tra giocatori e proprietari scadrà e non avendo trovato un accordo da domani comincerà la serrata. Già nel 1998-1999 non si trovò un accordo è lo sciopero si protrasse fino a quando le parti non trovarono un compromesso per poi far ripartire la stagione solo a Gennaio con una regular season di sole 50 partite.

Ma vediamo nello specifico quali sono le richieste dei giocatori e quelle dei proprietari, quest’ultimi vorrebbero una modifica del modello di Salary Cap attuale mantenendo sempre un tetto flessibile da 62 milioni di dollari, quindi superiore ai 58 attuali, ma con dei parametri ben definiti che permetterebbero di superare il cap solamente in determinati casi, eliminando così la tanto temuta “Luxury Tax“, abbassare i salari dei rookie,  ridurre la lunghezza dei contratti fino ad un massimo di 3 anni per chi firma con una nuova squadra, massimo 4 per chi ri-firma con la squadra attuale, eliminare il “sign-and-trade” così da aumentare le chance di un giocatore di restare nella squadra attuale. Tale nuovo contratto dovrebbe durare 10 anni.

I giocatori invece vorrebbero abbassare gli stipendi di 500 milioni di dollari in 5 anni (100 all’anno) ma restare con l’attuale sistema di salary cap e di contratti garantiti, avere una percentuale sui guadagni derivanti dalla vendita dei biglietti e dei diritti televisivi, ridurre il limite di età di entrata nella Lega a 18 anni, tornando alle regole precedenti al 2005, ristrutturazione del mercato dei Restricted Free Agent, togliendo la limitazione di una sola settimana per pareggiare l’offerta della nuova squadra, la lunghezza dell’attuale contratto deve essere di 5 anni in modo da ridiscuterlo nel 2016 quando vi sarà anche il rinnovo dei contratti televisivi.

Insomma il quadro non è dei più rassicuranti e sembra che fino ad oggi un vero tentativo di conciliazione tra le parti non vi sia stato e le vere trattative cominciano ora, il termine massimo per trovare un accordo scade a novembre in modo da poter poi far partire la stagione a gennaio ma se per la fine di novembre un accordo non sarà trovato la stagione potrebbe saltare del tutto.

Intanto l’Europa sogna la possibilità di vedersi piombare addosso una vera e propria pioggia di stelle, quelle della NBA, ma concrete possibilità di vedere giocatori NBA approdare nei vari campionati europei sono minime, quasi inesistenti…noi possiamo solo augurarci che si trovi al più presto un’accordo e che la stagione NBA 2011/2012 cominci anche se con l’asterisco come quella del 98-99.

Playoff Preview: WEST

Se le 8 squadre qualificate ad ovet ormai erano note da una settimana il loro posizionamento nel tabellone è stato incerto fino all’ultima notte, vediamo cosa ci offre il selvaggio west in questo primo turno:

Western Conference
Western W L PCT GB CONF DIV HOME ROAD L 10 STREAK
San Antonio1w 61 21 0.744 0.0 38-14 10-6 36-5 25-16 4-6 L 2
L.A. Lakers2p 57 25 0.695 4.0 36-16 12-4 30-11 27-14 5-5 W 2
Dallas3x 57 25 0.695 4.0 35-17 8-8 29-12 28-13 6-4 W 4
Oklahoma City4nw 55 27 0.671 6.0 33-19 13-3 30-11 25-16 7-3 L 1
Denver5x 50 32 0.610 11.0 30-22 9-7 33-8 17-24 7-3 L 1
Portland6x 48 34 0.585 13.0 30-22 10-6 30-11 18-23 6-4 L 1
New Orleans7x 46 36 0.561 15.0 27-25 9-7 28-13 18-23 5-5 L 3
Memphis8x 46 36 0.561 15.0 30-22 8-8 30-11 16-25 6-4 L 2

 

1° TURNO

 

 

 

SAN ANTONIO SPURS vs MEMPHIS GRIZZLIES

Vedere i San Antonio Spurs primi ad ovest e definire la cosa sorprendente sembrerebbe follia, ma chi ad inizio anno avrebbe puntato un solo euro sugli Spurs, orma vecchi, in calo, con Tim Duncan e Greg Popovich prossimi al ritiro, con Tony Parker alle prese con problemi con la moglie. Ed invece tirano fuori una delle migliori regular season della storia della franchigia. In più cambiando completamente il loro stile di gioco Continue reading

Playoff Preview: EST

La regular season è terminata e tutte le squadre si sono posizionate sulla griglia di partenza per la lunga cavalcata al titolo di campioni NBA 2010-2011. Iniziano i playoff, il miglior basket che si possa vedere al mondo, di sicuro il più emozionante, ci aspetta nei prossimi mesi; vediamo dopo 82 partite di regular season chi sono le 8 qualificate ed EST e OVEST per questi playoff e quali sfide ci attendono al primo turno.

Eastern Conference
Eastern W L PCT GB CONF DIV HOME ROAD L 10 STREAK
Chicago1e 62 20 0.756 0.0 39-13 15-1 36-5 26-15 9-1 W 9
Miami2se 58 24 0.707 4.0 38-14 13-3 30-11 28-13 8-2 W 4
Boston3a 56 26 0.683 6.0 37-15 13-3 33-8 23-18 5-5 W 1
Orlando4x 52 30 0.634 10.0 36-16 11-5 29-12 23-18 6-4 W 2
Atlanta5x 44 38 0.537 18.0 31-21 9-7 24-17 20-21 4-6 L 6
New York6x 42 40 0.512 20.0 28-24 10-6 23-18 19-22 7-3 L 2
Philadelphia7x 41 41 0.500 21.0 25-27 9-7 26-15 15-26 4-6 L 2
Indiana8x 37 45 0.451 25.0 28-24 9-7 24-17 13-28 5-5 L 2

 

1° TURNO

 

 

 

CHICAGO BULLS vs PHILADELPHIA 76ers

I Bulls, contro ogni più rosea previsione, concludono una regular season fantastica ottenendo il primo posto ad est e nell’intera lega e quindi avranno il fattore campo per tutte le sfide playoff. I motivi di questa grande stagione sono gli stessi che porteranno due dei migliori premi che la NBA assegna a fine stagione l’MVP e il Coach of the Year. Continue reading